Diritto alla Vita e Cure palliative

Il comma 1 dell’articolo 2 della Convenzione Europea dei Diritti Umani recita: “Il diritto alla vita di ogni persona è protetto dalla legge. Nessuno può essere intenzionalmente privato della vita… “. E l’articolo 3 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (ONU, 1948), diventata poi Convenzione (1976), recita: “Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà e alla sicurezza della sua persona” (La vita, prima ancora di figurare nell’elenco dei diritti fondamentali della persona, è un valore assoluto, perchè incarna la dignità umana cui ineriscono, come proclama l’articolo 1, tutti i diritti. Possiamo anche dire che la vita, il rispetto della vita, è il presupposto della legalità. Le Costituzioni democratiche più recenti che dichiarano di fondarsi sulla dignità umana potrebbero anche dire che si fondano sulla vita delle persone. La vita è quella dell’essere umano integrale, fatto di anima e di corpo, di spirito e di materia, cioè di un soggetto che, oltre che essere libero, deve alimentarsi, fruire di alloggio, di salute, di educazione, di assistenza in caso di necessità. Il rispetto del diritto alla vita comporta la realizzazione di tutti i diritti umani. Separando i diritti civili e politici dai diritti economici, sociali e culturali è come se si squartasse l’essere umano in due parti. La vita è una verità integrale. Il rispetto del diritto alla vita si persegue col rispetto dei principi democratici, dello stato di diritto e, contemporaneamente, con politiche sociali. In questo contesto, l’economia di giustizia è altrettanto essenziale dello Stato di diritto.).

Non c’era nessun dubbio, ma come si dice, “repetita iuvant”, soprattutto se nella confusione creata ad arte dai mass media globali si descrivono fatti, avvenimenti e tragedie come caritatevoli gesti che aiutano i moribondi a morire. L’intervista del Cardinale Bassetti  ad Avvenire dei giorni scorsi, a seguito della tragica morte di Vincent Lambert, ridona alla politica le priorità sulla vita e sulla cura, troppo spesso dettate da interessi e confusione.

La morte è un fatto, può piacere o meno ed uccidere è sempre un reato, lo è da quando esiste il diritto pubblico. La proporzionalità tra rischio per la vita personale e vita altrui è il solo caso dove, in qualche modo, è consentita l’uccisione dell’altro. In Italia come nel resto di Europa, complice l’uccisione “di Stato” di Vincent Lambert, si è tornato per qualche giorno a parlare di eutanasia. Non mi capacito del perché invece non si parli durante il resto dell’anno dell’assoluta inadeguatezza delle cure palliative. Faccio un solo esempio, ne potrei fare molti altri. In Spagna, in questi giorni si prenderà atto che il socialista Sanchez (osannato nuovo leader socialista europeo) non avrà la maggioranza parlamentare e, probabilmente, il Partito di Podemos lo costringerà ad elezioni politiche anticipate. Entrambi questi partiti avevano nel programma elettorale l’introduzione nel Paese dell’eutanasia.

La Società Spagnola di Cure Palliative (Secpal), ha presentato al Congresso Mondiale dello scorso 16 maggio i dati sulla reale possibilità per i cittadini di intraprendere questo percorso. Da questa indagine europea, la Spagna è in coda per le cure al paziente a fine vita e ci sono 80 mila persone che muoiono ogni anno senza le necessarie cure palliative. «Abbiamo denunciato questa situazione per anni, i problemi permangono solo per la mancanza di volontà politica», ha dichiarato il dottor Rafael Mota, presidente di Secpal.

I dati della ricerca sono scandalosi ed ovviamente, smascherando le “caritatevoli esigenze” dell’eutanasia, sono stati “ad arte” censurati da tutti. Le 189 pagine dell’indagine, a cui hanno partecipato centinaia di esperti, centri di cura e ricerca ed Università, sono interessantissime e difficilmente riassumibili. Diciamo una cosa chiara: la priorità europea, e soprattutto per Spagna ed Italia, non è l’eutanasia ma finanziare e rendere più efficaci le cure palliative per coloro che ne abbiano bisogno, in ospedale, nelle cliniche o a casa. Se i fatti sono questi, anche le parole hanno un peso e quelle spese dal Cardinale Bassetti nei giorni scorsi hanno un grande peso e una grande importanza.

La sua intervista ricentra, nel caos generale e nel dolore che tutti ci ha straziato, le priorità che dovrebbero esser fatte proprie da ciascun governo europeo, incluso quello italiano: «un fermo no alle ipotesi di “morte medicalmente assistita”, l’accorato appello alla politica perché lavori sull’estensione dell’accesso alle cure palliative, unica vera risposta alla sofferenza estrema».